Regola di San Benedetto Capitolo XLIII, 10-19 – La puntualità nell’Ufficio divino e in refettorio Nelle Ore del giorno, invece, il monaco che arriva all’Ufficio divino dopo il versetto o il Gloria del primo salmo, che segue lo stesso versetto, si metta all’ultimo posto, secondo la norma precedente, e non si permetta di unirsi al coro
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Regola di San Benedetto
Regola di San Benedetto Capitolo XLIII, 4-9 – La puntualità nell’Ufficio divino e in refettorio Se qualcuno arriva all’Ufficio notturno dopo il Gloria del salmo 94, che proprio per questo motivo vogliamo sia cantato molto lentamente e con pause, non occupi il proprio posto nel coro, ma si metta all’ultimo o in quella parte che l’abate
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Regola di San Benedetto Capitolo XLIII, 1-3 – La puntualità nell’Ufficio divino e in refettorio All’ora dell’Ufficio divino, appena si sente il segnale, lasciato tutto quello che si ha tra le mani, si accorra con la massima sollecitudine, ma nello stesso tempo con gravità, per non dare adito alla leggerezza. In altre parole non si anteponga nulla
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Regola di San Benedetto Capitolo XLII, 2-11 – Il silenzio dopo compieta Perciò in ogni periodo dell’anno, sia di digiuno oppure no, si procederà nel modo seguente: se non si digiuna, appena alzati da cena, i monaci si riuniscano tutti insieme e uno di loro legga le Conferenze o le Vite dei Padri o qualche altra
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Regola di San Benedetto Capitolo XLII, 1 – Il silenzio dopo compieta I monaci devono custodire sempre il silenzio con amore, ma soprattutto durante la notte. Non c’è solo il mio bisogno Padre Claudio – 18 aprile 2026 Custodire con amore: significa non solo vivere realmente il silenzio, ma aver scoperto il suo valore, la
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Regola di San Benedetto Capitolo XXXVIII, 1-4 – La lettura in refettorio Alla mensa dei monaci non deve mai mancare la lettura, né è permesso di leggere a chiunque abbia preso a caso un libro qualsiasi, ma bisogna che ci sia un monaco incaricato della lettura, che inizi il suo compito alla domenica. Dopo la
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Regola di San Benedetto Capitolo XXXVI, 7-10 – I fratelli infermi Per i monaci ammalati ci sia un locale apposito e un infermiere timorato di Dio, diligente e premuroso. Si conceda loro l’uso dei bagni, tutte le volte che ciò si renderà necessario a scopo terapeutico; ai sani, invece, e specialmente ai più giovani venga consentito più
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Regola di San Benedetto Capitolo XXXV, 12-18 – Il servizio della cucina Un’ora prima del pranzo, ciascuno dei monaci di turno in cucina riceva, oltre la quantità di cibo stabilita per tutti, un po’ di pane e di vino, per poter poi all’ora del pranzo servire i propri fratelli senza lamentele né grave disagio; ma nei giorni festivi
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RB 7,1-4 – La divina Scrittura, fratelli, a gran voce proclama: Chi si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato. Così dicendo essa ci mostra che ogni esaltazione è una specie di superbia, vizio da cui il profeta vuole guardarsi quando dice: Signore, non si inorgoglisce il mio cuore – non vado in
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RB 6,8 – Le buffonerie poi, le parole vane e volgari che possono incitare al riuso smodato, le escludiamo per sempre e nel modo più assoluto da tutto l’ambito del monastero, e non permettiamo che il discepolo apra la bocca a così indegne espressioni. In monastero non è bandito il sorriso e il riso, non
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