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RB 3,8-11 – Nessuno in monastero segua le inclinazioni del proprio cuore; nessuno, sfrontatamente oppure fuori del monastero abbia la presunzione di contestare con il suo abate. Chi avrà osato farlo, sia punito secondo le norme correttive della Regola. L’abate però, da parte sua, faccia tutto nel santo timore di Dio e nell’osservanza della Regola, 

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RB 3,1-2 – Ogni volta che in monastero è necessario trattare questioni importanti, l’abate convochi tutta la comunità, ed esponga egli stesso l’argomento. Dopo aver ascoltato il parere dei fratelli, consideri bene la cosa tra sé, quindi faccia ciò che ritiene meglio per il bene comune. Dopo aver presentato nel capitolo 2 le responsabilità che 

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RB 2,37-40 – Sappia inoltre che se uno accetta di guidare delle anime deve prepararsi a renderne conto. E ritenga per certo che qual è il numero dei fratelli affidati alla sua guida, d’altrettanti anime egli, nel giorno del giudizio, dovrà rispondere davanti al Signore, compresa, ovviamente, la sua. L’abate dunque, tutto pervaso di sacro 

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RB 2,31-36 – E sia ben consapevole di aver assunto una missione tanto difficile e delicata: quella di guidare le anime mettendosi al servizio dei diversi temperamenti. Dovrà quindi usare con alcuni la dolcezza, con altri il rimprovero, con altri ancora la parola persuasiva, adattandosi così e quasi conformandosi a tutti secondo la natura e 

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RB 2,26-30 – Non chiuda gli occhi sui vizi dei fratelli, ma li sradichi subito, energicamente, appena incominciano a manifestarsi, ricordandosi della triste fine di Eli, sacerdote di Silo. Perciò riprenda, ammonendoli una o due volte, i fratelli più docili e disponibili ad ascoltare; punisca invece, al primo affiorare del peccato, i malvagi e i 

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RB 2,23-25 – Nel suo insegnamento l’abate ponga sempre attenzione ad attuare il consiglio dell’Apostolo: Ammonisci, rimprovera, esorta; vale a dire, alternando secondo i momenti e le circostanze la severità e la dolcezza, si mostri insieme esigente maestro e tenerissimo padre. Deve infatti correggere con fermezza gli indisciplinati e i ribelli, ma esortare a progredire 

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