Regola di San Benedetto
Capitolo LX, 1-3 – I sacerdoti aspiranti alla vita monastica
- Se qualche sacerdote chiede di essere ammesso nel monastero, non bisogna affrettarsi troppo ad accogliere la sua richiesta. Ma se continua a insistere in questa preghiera, sappia che dovrà osservare tutta la disciplina della Regola, senza la minima attenuazione, in modo che gli si possa dire con la Scrittura: “Amico, che sei venuto a fare?”.
Spogliazione
Padre Claudio – 22 settembre 2026
Il fatto che vi sia un capitolo interamente dedicato all’ingresso di sacerdoti in monastero dice che questo passaggio storicamente ha creato delle difficoltà. Non si tratta di un rifiuto, ma del cercare di mettere in atto delle precauzioni che possano portare a un esito positivo di questo itinerario. Vi sono delle differenze di cammino che vanno comprese perché non diventino delle incomprensioni e causa di fallimenti.
Dietro alle parole di questi versetti mi sembra che emerga un invito ad abbracciare fino in fondo la prospettiva della Regola che vuole accompagnare il monaco a una totale disappropriazione da se stesso per appartenere totalmente a Dio. Usando un’immagine evangelica, il monaco è chiamato ad essere come lievito che sparisce nella pasta per farla fermentare dall’interno. Il ministero presbiterale, con il compito della presidenza di una comunità, porta a un’autonomia e a una leadership che vanno in contrasto con la logica della disappropriazione. Per la buona riuscita di questo cambio di prospettiva occorre molta umiltà e affidamento. Vi è una specie di spogliazione che è chiesta a tutti i monaci, e che per qualcuno può essere più impegnativa, non impossibile.
Un altro aspetto, che in realtà è legato, è quello di non pensarsi più avanti per il fatto di aver già compiuto un cammino di formazione e spirituale. Per chi è stato magari per anni guida spirituale, ora è chiesto di accettare di farsi guidare, di riconoscere come deve imparare e non può dare per acquisito nulla. Il cammino spirituale è diverso e richiede di entrare in altre dinamiche. La dignità e il valore dell’ordine non sono messi in discussione, ma non sopperiscono al cambio di prospettiva.
Benedetto sottolinea l’osservanza integrale, il fatto che occorre entrare totalmente nel tessuto della comunità. E questo non in nome di un’idealizzazione, ma di una chiamata: a qual fine sei venuto? Quel è lo scopo di questo cammino? Se non è la sequela di Gesù, il conformarsi a Lui, non si possono trovare le forze e la grazia per sostenere questo cammino.

Nessun commento