Regola di San Benedetto
Capitolo LXI, 1-5 – L’accoglienza dei monaci forestieri
- Se un monaco forestiero, giunto di lontano, vuole abitare nel monastero in qualità di ospite e si dimostra soddisfatto delle consuetudini locali, accontentandosi con semplicità di quello che trova, senza disturbare la comunità con le sue pretese, sia accolto per tutto il tempo che desidera. Nel caso poi che egli rilevi qualche inconveniente o dia qualche suggerimento, l’abate si chieda se il Signore non lo abbia mandato proprio per questo. E se in seguito vorrà fissare la sua stabilità nel monastero, non si opponga un rifiuto a questa sua richiesta, tanto più che durante la sua permanenza si è avuto modo di studiarne il comportamento.
Aiutati a crescere
Padre Claudio – 29 settembre 2026
L’accoglienza di un monaco forestiero può essere l’occasione di uno sguardo diverso sulla comunità, un po’ come quando vengono i visitatori. Si tratta di persone che conoscono le dinamiche della vita monastica, delle relazioni comunitarie, ecc., ma che hanno anche un’esperienza un po’ diversa legata alla propria comunità. Il confronto può essere occasione di suggerimenti per migliorare qualche aspetto che i fratelli della comunità si sono oramai abituati a vedere e vivere in un certo modo. Lo scopo della visita canonica è proprio quello di aiutare la comunità a vivere meglio. Non vengono per giudicare e per stravolgere. In questo vanno aiutati perché fermandosi solo pochi giorni si possono basare più su quanto ciascuno racconterà, che su quanto hanno potuto vedere.
Non sono venuti per omologare, e per questo è bene che ciascuno spieghi come vive interiormente i vari aspetti della vita, e non fermarsi solo sulle attività materiali che svolge. Siamo chiamati ad aiutarli ad entrare nello stile della nostra comunità per coglierne il valore e i frutti che porta. La ricchezza di una comunità è data dalla profondità della vita spirituale che riesce a favorire e custodire. E il riflettere ad esempio proprio su ciò che mi aiuta a pregare, mi aiuta a custodire e coltivare la mia relazione con Dio, può essere una buona preparazione alla visita canonica.
Un altro aspetto che dice la ricchezza di una comunità è la qualità delle relazioni. Delle incomprensioni e dei conflitti momentanei sono normali, come in una coppia. La capacità di perdonarsi e superare questi momenti dice e fa trasparire un amore fraterno reale. Il ricercare e desiderare il bene dell’altro è più importante dell’assenza di incomprensioni, che potrebbe essere altrimenti il frutto di un semplice disinteresse. In una vita fraterna a ciascuno è chiesto di rinunciare a un’idealizzazione per accogliere la realtà del fratello che ha accanto, e amarlo.
Se vogliamo farci un esame di coscienza per prepararci bene a questo evento importante penso sia utile chiederci cosa io posso fare per migliorare le relazioni fraterne, per migliorare il clima di raccoglimento, per migliorare la preghiera, ecc. Il monaco forestiero è ascoltato perché non scivola nell’accusa, scaricando le colpe sugli altri, ma perché offre dei suggerimenti propositivi per migliorare. Si accontenta, dice Benedetto, cioè è contento di quanto vive, e desidera crescere e migliorare.

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