Regola di San Benedetto

Capitolo LVI – La mensa dell’abate

  1. L’abate mangi sempre in compagnia degli ospiti e dei pellegrini. Ma quando gli ospiti sono pochi, può chiamare alla sua mensa i monaci che vuole. Sarà bene tuttavia lasciare uno o due monaci anziani con la comunità per il mantenimento della disciplina.

 

Diverse funzioni unico valore

Padre Claudio – 8 agosto 2026

 

Quest’anno mi ha colpito l’indicazione che “la mensa dell’abate sia sempre condivisa”. La priorità è data agli ospiti, ma il fatto che se questi non ci sono, siano invitati dei fratelli, sottolinea il fatto che l’abate non sia mai solo. Benedetto sottolinea la “condivisione”, e questo mi ha fatto pensare che il suo ruolo non lo deve separare, non lo deve far sentire diverso. Vi è oggettivamente una diversità di responsabilità, di incarichi, e anche di mensa, ma queste non devono generare una diversità interiore, di supponenza o di prospettiva. L’abate deve sempre sentirsi parte del corpo della comunità, anche in quel servizio di accoglienza degli ospiti.

La diversità non è qualitativa, ma di funzione, e questo vale anche per tutte le responsabilità e i servizi comunitari. Un fratello non vale di più o di meno per il ruolo che svolge. Questo vorrebbe dire avere una mentalità carrieristica e non di servizio. Il vangelo ci insegna che chi è chiamato a una responsabilità maggiore deve avere una maggiore umiltà, perché chi vuole essere il primo si farà servo di tutti.

La separazione può lentamente generare una mentalità classista, che attribuisce un valore differente alle persone per ciò che fanno o per ciò che hanno. Se una volta era la nobiltà un fattore classista, oggi è la ricchezza e il prestigio sociale. Nella Regola Benedetto ci offre un’indicazione di valore, e questo è la santità della vita. Questo può essere il motivo per cui cambiare l’ordine della comunità. E’ come un invito a porci nella prospettiva di Dio. La qualità di una persona è nell’amore, nella conformazione a Cristo. E questa “necessita” la condivisione. Il pastore per restare tale ha bisogno del suo gregge, non può separarsi da esso.