Regola di San Benedetto

Capitolo XL, 5-9 – La misura del vino

  1. Se però le esigenze locali o il lavoro o la calura estiva richiedessero una maggiore quantità, sia in facoltà del superiore concederla, badando sempre a evitare la sazietà e ancor più l’ubriachezza. Per quanto si legga che il vino non è fatto per i monaci, siccome oggi non è facile convincerli di questo, mettiamoci almeno d’accordo sulla necessità di non bere fino alla sazietà, ma più moderatamente, perché “il vino fa apostatare i saggi”.
  2. I monaci poi che risiedono in località nelle quali è impossibile procurarsi la suddetta misura, ma se ne trova solo una quantità molto minore o addirittura nulla, benedicano Dio e non mormorino: è questo soprattutto che mi preme di raccomandare, che si guardino dalla mormorazione.

 

Orientarsi verso Dio

Padre Claudio – 17 marzo 2026

 

Benedetto, ponendosi nel solco non solo della tradizione monastica, ma anche del Vangelo, ci richiama alla vigilanza sugli eccessi. La Regola cita il vangelo di Luca: State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso (Lc 21,34). Al centro della nostra attenzione e della nostra tensione c’è la relazione con Dio. L’ascesi ha come scopo proprio quello di custodire questa tensione ed evitare che ci perdiamo dietro a compensazioni che non sostengono, ma intralciano il nostro cammino verso il compimento.

Che cosa riempie il nostro cuore, che cosa ci consola? Il cammino di purificazione non è altro che un cammino di unificazione in Dio. Scegliamo di lasciare cose non cattive, ma che ci distraggono, ci disperdono, e per questo non ci aiutano. Perché sia solo Lui l’oggetto della nostra ricerca e del nostro desiderio.

E’ la stessa logica alla base del cammino quaresimale. Un tempo di preparazione alla Pasqua perché scegliamo di semplificare la nostra vita per mettere Dio al centro. Non tanto un tempo di sofferenza, ma di orientamento, di scelta perché nulla ci distragga dalla relazione con Lui. Nessuna preoccupazione o affanno dovrebbe distoglierci, e per questo cerchiamo l’essenziale con gioia.