Regola di San Benedetto
Capitolo XL, 1-4 – La misura del vino
- “Ciascuno ha da Dio il proprio dono, chi in un modo, chi in un altro” ed è questo il motivo per cui fissiamo la quantità del vitto altrui con una certa perplessità. Tuttavia, tenendo conto della cagionevole costituzione dei più gracili, crediamo che a tutti possa bastare un quarto di vino a testa. Quanto ai fratelli che hanno ricevuto da Dio la forza di astenersene completamente, sappiano che ne riceveranno una particolare ricompensa.
L’ascesi è dono di Dio
Padre Claudio – 12 marzo 2026
Può sembrarci strano che Benedetto scomodi l’espressione “dono di Dio” per la capacità di astenersi dal vino o per la misura del vitto. Questo forse può farci pensare e comprendere che l’ascesi non è solo una questione di forza di volontà, ma è una sinergia con la grazia. Non si riduce in una capacità eroica di sostenere delle privazioni, ma al contrario è una libertà serena e senza fatica che fa parte di una relazione. Non si vive con il continuo pensiero: devo resistere, ma diventa naturale perché la nostra attenzione e le nostre energie sono orientate a Lui. Entra cioè a far parte di quell’insieme di gesti e atteggiamenti che ci permettono di vivere un rapporto particolare con Dio che non sente il peso.
I casi estremi di uomini e donne che hanno vissuto riducendo la loro alimentazione a quasi nulla vivendo una relazione fortissima con Dio, come alcuni reclusi che vivevano cibandosi solo o quasi della comunione Eucaristica, non sono da guardare come esercizi sovrumani da autocontrollo. Questa libertà dalla dimensione materiale è stato il frutto o l’effetto di una relazione con Dio unica e fondamentale. Questo ci dice allora che questa libertà non è una meta, ma una conseguenza del raggiungimento del vero fine: una relazione centrale con Dio.
Sono doni collaterali del grande dono di vivere solo di Lui e per Lui. E’ qui che vanno investite le nostre energie. In questo orientamento assoluto, ci è di aiuto anche il ridimensionare ciò che cattura le nostre preoccupazioni. Ma il nostro vero impegno è mettere al centro Lui e quindi riordinare tutto il resto di conseguenza. Chiediamo allora nella preghiera di essere aiutati ad essere liberi per stare con Lui, di essere liberi per lasciarci da Lui guidare e trasformare. E sarà Lui a donarci ciò che ci sarà di aiuto in questo processo di conformazione, di deificazione.

Nessun commento