Regola di San Benedetto

Capitolo LVIII, 1-4 – Norme per l’accettazione dei fratelli

  1. Quando si presenta un aspirante alla vita monastica, non bisogna accettarlo con troppa facilità, ma, come dice l’Apostolo: “Provate gli spiriti per vedere se vengono da Dio”. Quindi, se insiste per entrare e per tre o quattro giorni dimostra di saper sopportare con pazienza i rifiuti poco lusinghieri e tutte le altre difficoltà opposte al suo ingresso, perseverando nella sua richiesta, sia pure accolto e ospitato per qualche giorno nella foresteria.

 

Affrontare le difficoltà

Padre Claudio – 19 agosto 2026

 

La seconda indicazione è sopportare le umiliazioni e le difficoltà. Si tratta di vedere come una persona reagisce quando la vita porta delle difficoltà o delle umiliazioni, senza doverle creare in modo artificioso. Queste infatti fanno parte delle vita e tutti le incontriamo con intensità e forme diverse, ma il come reagiamo fa la differenza.

Se scatta in noi un meccanismo difensivo, ci impediamo di trasformarle in occasioni di crescita. Ci irrigidiamo e ci poniamo come vittime di fronte a Dio e agli altri. In noi cresce non solo la sofferenza, ma anche un senso di abbandono, di tradimento, di confusione. Per trasformarle in risorse, in occasioni di conversione occorre invece interrogarci su cosa ci chiedono, quale aspetto di noi mettono in evidenza che deve essere migliorato. Possono essere cioè segni che Dio ci dona per conoscerci sempre più in profondità e per plasmare aspetti non ancora evangelici.

Sopportare significa prima di tutto non fuggire, ma affrontare. Non dobbiamo subito cercare come farle finire, ma capire come possiamo viverle positivamente. Certamente sono una sofferenza, ma possono essere sofferenze che portano a una nuova nascita. Sopportare possiamo pensarlo come portarle per il tempo necessario a una nostra trasformazione positiva.

Questo atteggiamento è importante perché permette di affrontare la vita come un cammino di crescita in docilità all’azione di Dio, che non passa solo per il desiderio bello o l’intuizione luminosa. Anche la sconfitta può essere un passaggio vitale, anche la malattia può trasformarci interiormente come non siamo mai riusciti. Non vanno cercate artificiosamente perché rischiamo di non essere né proporzionate alle nostre forze, né avere uno scopo positivo. Imparare invece ad accogliere quelle che ci vengono incontro come possibili strumenti di Dio.