Regola di San Benedetto
Capitolo LVIII, 17-20 – Norme per l’accettazione dei fratelli
- Al momento dell’ammissione faccia in coro, davanti a tutta la comunità, solenne promessa di stabilità, conversione continua e obbedienza, al cospetto di Dio e di tutti i suoi santi, in modo da essere pienamente consapevole che, se un giorno dovesse comportarsi diversamente, sarà condannato da Colui del quale si fa giuoco. Di tale promessa stenda un documento sotto forma di domanda, rivolta ai Santi, le cui reliquie sono conservate nella chiesa, e all’abate presente.
- Scriva di suo pugno il suddetto documento o, se non è capace, lo faccia scrivere da un altro, dietro sua esplicita richiesta, e lo firmi con un segno, deponendolo poi sull’altare con le proprie mani.
Con Dio, i santi e i fratelli
Padre Claudio – 29 agosto 2026
I tre voti monastici sono stabilità, conversione di vita e obbedienza, e sono strettamente interconnessi tra di loro. Questa promessa viene fatta nel nome e alla presenza di Dio, dei santi e della comunità. Non si tratta di “spettatori” della promessa, ma anche di collaboratori, perché senza il loro aiuto, che è differente per forma e importanza, non si può restare fedeli fino alla fine. Dio non è solo colui che accoglie i nostri voti, ma anche colui che li porta a compimento e che ci accompagna per tutto il cammino. È a Lui che doniamo e affidiamo la nostra vita, e questo dovremmo ricordarcelo sempre. Lo facciamo ricercando e vivendo l’obbedienza alla sua volontà, che si manifesta e dispiega nelle pieghe della storia e che ci chiede di trasformarci, di convertirci. La sua grazia ci sostiene e interagisce in modi diversi, ma sempre per lo stesso scopo, plasmarci a immagine di Cristo. E questo “lavoro spirituale” dura tutta la vita e lo scopriamo passo dopo passo.
L’espressione forte di Paolo, non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me (Gal 2,20) descrive bene il fine, la meta di questo cammino di conversione, di obbedienza alla sua volontà. E in questo percorso siamo sostenuti, accompagnati e illuminati dai santi, da quanti ci hanno preceduto in questo stesso percorso. Anche i santi non sono solo testimoni, ma partecipano al nostro cammino, nella misura in cui li coinvolgiamo sia nella preghiera che nella lettura e riflessione sul loro percorso umano-spirituale. Ci possono essere di aiuto proprio nel riconoscere e abbracciare l’intervento di Dio nella nostra storia.
E in fine vi è la comunità, che svolge diverse funzioni. Essa accoglie, accompagna, ma è anche strumento di conversione diventando il primo canale attraverso cui Dio ci chiede di lasciarci plasmare. A volte ci richiama, altre ci incoraggia, a volte ci sembra un peso e altre volte ci risolleva e rinnova la speranza. E’ il luogo dove la nostra promessa e dono a Dio si incarna, diventa concreto, e per questo diventa anche esigente e puntuale. Quell’offerta generica e imprecisata all’inizio del cammino diventa concreta e stringente, spesso diversa da come ce la immaginavamo.
Abbiamo sempre bisogno dell’aiuto di Dio, dei santi e dei fratelli. Cerchiamolo e accogliamolo.

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