Regola di San Benedetto
Capitolo XLVIII, 1 – Il lavoro quotidiano
- L’ozio è nemico dell’anima, perciò i monaci devono dedicarsi al lavoro in determinate ore e in altre, pure prestabilite, allo studio della parola di Dio.
Eccessi
Padre Claudio – 26 maggio 2026
Questo versetto ci ricorda come la vita spirituale è strettamente legata con le nostre attività. Non solo non è vero che il lavoro è un’attività “profana”, ma al contrario è un elemento importante per la qualità della vita interiore. La precisazione: in altre ore ben fissate ci evidenzia l’importanza degli equilibri. E’ una tentazione quella di procedere per urgenze, per istinto o per piacere. Occorre strutturare e organizzare in modo equilibrato tutti i tempi e gli impegni perché i vari elementi possano essere positivi. Anche il tempo del riposo è importante e positivo, se equilibrato e ordinato.
Gli eccessi sono il vero problema perché alla fine snaturano la stessa attività nella quale ci si butta.
Vivere bene ogni momento e con equilibrio è ciò che rende la vita feconda. Preghiera, lavoro, studio, sono ingredienti necessari che vanno dosati con equilibrio e mantenuti con costanza. E’ proprio la regolarità e la costanza che permette a ciascuno di offrire il suo contributo al nostro cammino. Le abbuffate, come con il cibo, non sono positive e non fanno bene. Occorre tempo perché possano incidere su di noi e strutturarci. A volte non ne vediamo subito i frutti o gli aspetti positivi, ma possiamo sperimentare una fatica o aridità. Questo non deve scoraggiarci.
Ogni stagione della vita ha certamente degli equilibri un po’ diversi, ma questi non si improvvisano e non si gestiscono in modo autonomo. Per certi versi li riceviamo dalla comunità e dalla vita. Dio ci parla anche attraverso il nostro corpo e il suo evolvere.

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