Regola di San Benedetto
Capitolo 43, 18-19 – La puntualità nell’Ufficio divino e in refettorio
- Nessuno poi si permetta di mangiare o di bere qualcosa prima dell’ora stabilita.
- Ma il monaco che non avesse accettato ciò che gli era stato offerto dal superiore, quando desidererà quello che ha rifiutato in precedenza o altro, non ottenga assolutamente nulla fino a che non dimostri di essersi debitamente corretto.
Nessuno si permetta
Padre Claudio – 12 maggio 2026
L’espressione di Benedetto: “nessuno si permetta di…” ci può apparire esagerata come durezza per una questione così marginale come il mangiare fuori orario. Perché tanta determinazione? Perché è il modo con cui ci educhiamo a non vivere in base ai nostri istinti, ma in base a scelte di valore. Pongo cioè ordine nella mia vita e non mi lascio travolgere o guidare semplicemente da ciò che sento, da ciò che mi attira, ma neppure dal bisogno immediato. Anche nelle piccole cose passa in realtà un modo di affrontare la vita. Se all’inizio questa strutturazione della giornata può sembrarci una costrizione, può pesarci, pian piano ci diventa più facile da vivere e ne scopriamo i benefici anche fisiologico. Anche il nostro organismo in realtà ne beneficia. Il disordine alimentare, come quello del riposo, e le altre forme che può assumere, non fanno bene non solo all’anima, ma neppure al corpo. Dato che l’ordine lo si costruisce in base a dei principi, ci aiuta a vivere realmente quello del non anteporre nulla al Cristo.
Vi è poi una seconda dimensione non meno importante, che è quella comunitaria. La comunità la si costruisce anche “condividendo tempi, spazi, attività”. L’autonomia, il vivere al di fuori della consuetudine comune sfilaccia l’appartenenza. Mi ricordo come da ragazzino quando ho iniziato ad andare alle scuole medie si sono sfalsati gli orari dei pasti perché finivo dopo mio fratello e l’orario di pausa che aveva mio papà. Questo mangiare “dopo” lo sentivo come qualcosa che rompeva una comunione, un’unità perché non eravamo più tutti insieme.
Un corpo si consolida nel condividere lo stesso ritmo, le stesse attività, le stesse priorità. Le eccezioni ci stanno, ma dovrebbero essere una conferma della bontà della regola, dovremmo sentirle cioè come note stonate a cui cercare di porre prima possibile un rimedio.

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